Saltarello di Amatrice

 

a cura di Alessandro Calabrese


Ballo di coppia, uomo/donna. La caratteristica principale che differenzia il Saltarello (Sardarella è il nome dialettale) dagli altri balli popolari, è la postura del corpo, rigida e ferma sul tronco tranne la figura finale chiamata “girata o struscio” la coppia compie due o tre giri ma senza girare sul proprio asse di ballo.
Le prime tre figure del ballo sono il “il passo d’invito” segue il “passo base” che è una sorta di pedalata al contrario, e lo “spuntapiè”, che precede la “girata”, un solo piede avanza ritmicamente mentre l’altro rimane sul posto alternano le battute.

Nelle prime tre figure vige l’alternanza dei piedi a terra e in aria con simultanea frequenza ritmica scandita dalla “Ciaramella Amatriciana” o dall’Organetto diatonico a due bassi, entrambi gli strumenti sono sempre accompagnati dal tipico “Tamburrello”, tamburo a cornice con sonaglie dal diametro medio di 30/35 cm. Oggi come nel tempo passato, il Saltarello accompagna qualsivoglia evento, che sia una festa privata di famiglia o la festa del paese.

Lo schema di ballo è rappresentato da coppie che si alternano, una alla volta all’interno di un cerchio di persone, trattasi anche di ballo di corteggiamento, spesso durante il ballo avviene “la cacciata”, una donna oppure un uomo entrando all’interno della coppia fa uscire l’uno o l’altra, proseguendo il ballo riprendendolo dall’inizio, finchè non si arriva alla “girata” è possibile che questo tipo di scambio avvenga, per lo più a titolo di sfida tra i danzatori/ci, sfida rivaleggiante, di corte, o più spesso scherzosa ma anche in presenza di una coppia donna/donna in modo da ristabilire la “regola”.

Se suonata con l’Organetto la coppia può anche tenersi con ambedue le mani tenendo le braccia larghe, se suonata con la Ciaramella non è corretto il contatto fisico.
La Ciaramella è uno strumento molto più antico dell’Organetto, nei tempi passati non era di buon gusto il contatto fra i danzatori.