Spallata di Schiavi d’Abruzzo

 

a cura di Cristina Falasca


La Spallata è una danza di sfida e di corteggiamento diffusa nell’Italia centro meridionale ed in particolare tocca le regioni di: Abruzzo, Molise e Campania, in un vasto territorio che all’epoca era abitato dal popolo dei Sanniti.
La Spallata di Schiavi di Abruzzo nel Chietino ai confini con il Molise, un tempo era usata come esercizio per il combattimento tra i Sanniti insediatisi nell’omonimo paese e l’esercito Romano.
Da ormai diverso tempo è una danza legata ai riti propiziatori come auspicio per un fertile e felice matrimonio anche se ballata in tanti altri contesti, legati all’ambito familiare.

È caratterizzata da colpi dati con i fianchi e con il piede a terra interno alla coppia.
Di solito è preceduta dalla figura della Castellana, una sola coppia compie dei giri quasi a disegnare un ovale senza girare sul proprio asse di ballo.
A seguire un’altra coppia chiede “il permesso” per poter entrare nel ballo.

Nei movimenti rappresenta un fronteggiarsi, come per voler respingere il nemico, da qui “la spallata”, mentre il colpo sul fianco, simultaneamente alla battuta del piede a terra, si ipotizza, essere l’affermazione dell’uomo della propria virilità e fertilità all’interno della coppia e del contesto sociale. La danza della Spallata vede coinvolti dai 4 ai 12 ballerini, per un totale di 2 o 6 coppie. Durante il ballo, vengono cantati dei “comandi” in dialetto abruzzese che permettono di eseguire delle varianti.

Il comando veniva altresì usato per corteggiare la propria dama o per raccontare i pettegolezzi del paese.
Unico strumento usato per accompagnare la Spallata di Schiavi di Abruzzo è l’organetto senza nessun altro suono all’infuori dei colpi scanditi dal battito del piede a terra!